Il titolo originale di questo libro (tradotto in Italia con il titolo evocativo, per chi ha vissuto certo rock degli anni '80 che adesso si chiamerebbe forse indie, de "L'accademia dei sogni") suona in realtà "Pattern recognition", molto più asciutto e appropriato. Dovendo molto a William Gibson, autore che ha letteralmente forgiato la mia visione del presente e il mio rapporto con la tecnologia, mi pare doveroso e al tempo stesso molto difficile parlare di questo libro...
Cayce Pollard è l'esatto contrario di una trend setter. Dotata di un'allergia psicosomatica nei confronti di marchi, brand e logo, Cayce è richiestissima dalle agenzie pubblicitarie dell'emisfero occidentale come cartina di tornasole in grado di rivelare immediatamente le firme più promettenti o al contrario quelle sicuramente destinate al fallimento.
Partendo da questo pretesto, nella prima parte del libro Gibson ci presenta un'accurata, seppur molto romanzata, ricorstruzione dell'attuale mondo del marketing e delle agenzie creative ad altissimi livelli. Lo stile di Gibson, riconoscibilissimo ed efficace, è da qualche anno diventato più adatto all'analisi sociologica che alla fiction, e infatti nella seconda parte del romanzo vengono fuori tutte le debolezze delle opere gibsoniane dai tempi della trilogia del cyberspazio: personaggi poco approfonditi e puramente utilitari al compimento della trama, storie troppo convenzionali, a volte addirittura banali, sebbene calate in un'atmosfera esotica e futuristicamente plausibile. Il libro sconta poi il fatto di essere stato scritto immediatamente dopo l'11/9/01, e quindi si abbandona a sparate patriottiche inusuali per Gibson, solitamente piuttosto critico nei confronti di certi fenomeni di massa a stelle e striscie.
A differenza di Brett Easton Ellis, che scatta polaroid di una passato prossimo, Gibson descrive l'America del presente in divenire, ed è molto efficace quando si limita a questo. Purtroppo, sempre a differenza di Ellis, Gibson rivela tutte le sue carenze quando si inoltra nella narrazione pura, rivelandosi spesso un semplice emulo di Chandler con sessant'anni di ritardo. Una grande delusione, se si pensa che Gibson ha scritto uno dei più bei racconti brevi della storia della SF (e forse non solo di quella), quel "Frammenti di una rosa olografata" contenuto all'interno della raccolta "La notte che bruciammo Chrome".
ellis, invece, non so ancora se sia divino, o dio.
RispondiEliminaanche all tomorrow's parties (perchè dovrei chiamarlo con il titolo tradotto quando ne ha uno così bello, e musicalmente evocativo, in origine?) conteneva spaccati della società così come potrebbe evolversi nel giro di pochissimi anni, e quindi di oggi. concordo con te, insomma. anche sul giudicare tremolanti i suoi ultimi intrecci, pur non avendo ancora letto questo di cui parli, pattern recognition.
RispondiEliminala notte che bruciammo chrome, poi, è fantastico. perfetto, nello spazio di quei racconti, il suo narrare.
Ellis mi sembra un po' troppo fine a se stesso.
RispondiEliminasolit, quando si tratta di rivangare i migliori ricordi degli anni '80 mi trovi sempre pronto... tra l'altro ho il tuo stesso problema: una valanga di vinili che non posso più ascoltare causa rottura della puntina.
RispondiEliminaforli: non ti piace ellis? questa volta mi sorprendi.
pop: leggilo sicuramente, visto che mi pare anche tu sia un fan di gibson. secondo me è molto meglio di aidoru e di luce virtuale, anche se purtroppo non torna agli standard della trilogia del cyberspazio. e soprattutto non a quelli di chrome, la miglior raccolta di racconti SF che io abbia mai letto.
wow! finalmente un nuovo post! grazie per il complimento!:-*
RispondiEliminaSono antiquato quanto Solitaire, in ogni caso non è che non mi piaccia Ellis, trovo solo che in questo suo volersi far piacere, per tutte le motivazioni ovvie per cui piace, a volte si perda un po' e diventi superfluo. A volte. Certo che un feticista del brand in ogni caso non può non piacermi.
RispondiEliminaGibson è una delle mie carenze, Ellis per fortuna no
RispondiEliminaPerò dalla tua descrizione questo romanzo mi sembra intrigante, potrebbe essere un buon inizio... (???)
RispondiEliminaMaciao Mute!!!
RispondiEliminainsomma fa cagare...
RispondiEliminafaccio uno di quei commenti un po' lunghetti che anima odia tanto...
RispondiEliminainnanzitutto direi che no, questo libro non fa cagare, anzi è il migliore di gibson da molto tempo a questa parte. per quanto riguarda l'accostamento ellis-gibson direi che proprio in questo romanzo si vede quanto siano simili, nella cura ossessiva per il brand, ad esempio. gibson però resta un intellettuale, mentre ellis un narcisista, quindi quel che dice forlivese è quantomai corretto. direi che come narratore preferisco ellis, come sociologo e mediologo gibson. soprattutto quando ci fa capire come tutto quello che ci viene propinato come scienza e tecnologia non è che un simulacro, un apparato di controllo attraverso il quale è necessario scrutare attraverso un'attenta indagine personale.
OdL: maciao a te :-)
caz: fai tutte le domande che vuoi, e soprattutto perdonami se ogni tanto sono burbero e scortese, a volte mi scappa.
des: no, questo romanzo non è un buon inizio se non hai mai letto gibson. l'unico inizio è "neuromante", o anche "la notte che bruciammo chrome" (anzi, meglio quest'ultimo).
forlivese: leggi sopra.
martinuccia: eggià, decisamente non ho il tuo ritmo ;-)
ribes: purtroppo il fascino del vinile è qualcosa che non ha nulla a che vedere con la praticità degli mp3. i padelloni sono qualcosa che ormai appartiene al passato.
..burbero??forse .. ma credo capiti a tutti .. me inclusa!!
RispondiEliminagrazie per la disponibilità appena riesco ad alleggerire il cervello dal lavoro mi metto di impegno per cercare di capire..e poi chiedo!!
i cinesi...che dire sui cinesi che non risulti troppo razzista? boh, a me i cinesi stanno sulle palle.
RispondiEliminami fermo qui che sennò ti rovino il livello dei commenti con le mie grezzerie.
RispondiEliminaAcquistare i ciddì degli album che si possiedono su vinile, così come i dvd dei film ormai consumati su vhs, è quasi un atto dovuto.
RispondiEliminaMa piuttosto che scaricare e fare di certe perle delle masterizzazioni rimango nel ricordo degli antichi ascolti...
Con il vinile ho i tuoi stessi problemi...
RispondiEliminaIl militante
[OT:
RispondiElimina:(
mute, mi hai fatta sentire in colpa! continui a cazziarmi per ogni commento che ti lascio. ora sono un po' traumatizzata.]
[e comunque, è da quando hai aperto questo blog che ti ho detto che non mi ci sarei più sentita a mio agio come nell'altro...mi spiace. dovrò fare la lurker!]
;ppp
sofì, ma dov'è che ti ho cazziata? figurati se cazzio la più affezionata delle mie lettrici... se l'ho fatto comunque mi scuso :-(
RispondiEliminamute, ma tu sempre al computer stai? miiii
RispondiEliminaPotremmo unire l'utile al dilettevole e ritrovarci su msn per fare cybersex. Che fa molto SF.
Oppure potrei uscire a bermi una birra...
:)
RispondiEliminaè che mi sembrava...che non fossi più tra i tuoi preferiti come un tempo... ;)
(avvo bisogno di attenzioni, insomma!)(comuqneu è vero: per me, se lo pretendessi, non andare OT su macchina soffice sarebbe un problema..)
abbracci
e pace carote patate!
des, sei già andata a bere quella birra? e comunque non ho msn. ma come si fa il cybersex?
RispondiEliminasophie: ti ricoprirò di attenzioni, giuro. facciamo cybersex su msn? ;-P
mi ricorda la storia delle sequenze nel libro di gibson quivi recensito. leggilo, se trovi un po' di tempo.
RispondiEliminaSi, lo leggerò grazie. La tua recensione mi ha incuriosito.
RispondiEliminasono andata a bermi quella birra, si. scusa. sarà per la prossima volta...
RispondiEliminabuona giornata mute!
RispondiEliminaGrazie me li segno!
RispondiEliminaIo cercherò di essere più sintetico ma tu devi applicarti di più...
RispondiEliminaPerò sono contento che sei arrivato almeno a leggere di Kiarostami... ;-)
Il militante
..buenas dias querido!!com'è quella storia del cybersex????sogni sempre + strani..voglio Freud!!!!!!!!!!!!!!!!!!
RispondiElimina..uff!!sì, la danza continua .. a volte leggera a volte rabbiosa, di sfogo!!sì, un giorno ti racconterò anche perchè qui è necessario fare qualcosa!! un besito .. come avrai intuito non ho molto da dire su questo post .. mi sento una cacchetta ma non fingerei mai di sapere quello che non so ..
RispondiEliminamute, fine ascolto vinili anche che per me, si è rotta la cinghia!
RispondiEliminaCarissimo, più vado avanti e più mi convinco che ci si innamora dell'amore, non della persona che si ha accanto. siamo troppo presi da noi stessi e dal nostro cuore, che conduciamo un percorso solo in un senso: il nostro. Buona giornata :)))
RispondiEliminaleggerò il libro. per i vinili io li ascolto ancora... sarà anziana?
RispondiEliminaODOREDILUNA: no. sei fortunata che ancora ti regge la puntina...
RispondiEliminaIl militante
OdL: ha già risposto milit per me. a me e solitaire si è rotta la puntina, a anima si è spezzata la cinghia. ci presti il tuo giradischi? anzi, facciamo così, invitaci a casa tua, ognuno porta i suoi dischi preferiti e si fa una bella festa.
RispondiEliminacazz, nel mio mestiere spesso bisogna fingere di sapere quello che non si sa, ma ammiro la tua onestà ;-)
approvo e sottoscrivo.
RispondiEliminaDick sarà sempre oltre tutto.
Comunque.
shesaidestroy (la mercificazione del divino)
shesaidestroy
ovviamente dick è su un altro livello, anche se io sono più cyberpunk che postpsichedelico. e poi se iniziamo a parlare di dick dovremmo anche parlare di burroughs, insomma non la finiamo più :-)
RispondiEliminaDi Dick ho letto poco ma mi aspettavo molto di più.
RispondiEliminac'è qualcosa che non hai letto, forli?
RispondiEliminaUn mucchio di robe, sì, e anche molto importanti. E ad esempio, per dirne due, non ho letto Gibson e nemmeno il Mein Kampf, so che potrà stupirvi.
RispondiEliminagrazie..in tutti i mestieri bisognerebbe fingere di sapere anche quello che non sia ma alla fine, primo, non ci riesco e secondo i nodi vengno sempre al pettine!!Mi domandavo anche io se Forlì avesse qualche libro non letto..un inchino sincero a tanta voracità!! per il commento .. lasciando perdere autore/periodo la sensazione che mi dà è quella scritta .. sarà che non ci sto più dentro????!!!!
RispondiElimina..io ho leggiucchiato il meinKampf ma poi mi sono annoiata .. non sono nemmeno riuscita a finire "100anniDiSolitudine" .. me tapina!!
RispondiEliminaforli, per fortuna non hai letto il mein kampf, è una pizza terribile.
RispondiEliminacazz, anch'io non sono riuscito a finire "100 anni di solitudine", anzi, in generale non riesco a finire i libri di marquez.
Neanch'io ho finito Cent'anni di solitudine e l'ho trovato (almeno al momento in cui lo lessi, molti anni fa) uno dei libri più insulsi di sempre. Marquez è davvero uno scrittore per compagni. Non dice nulla.
RispondiEliminaSi potrebbe fare, basta che non hai vinili dei Dead can dance...
RispondiEliminacerrrrto che ho vinili dei dead can dance.
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