venerdì 29 aprile 2005

Ma dove vanno a finire i miei giorni?

E poi quellilà dicono che è facile cadere nel tranello della nostalgia ma è difficile quando arriva all'improvviso il caldo e sei a Torino e ti vengono in mente certe canzoni non caderci e non pensare che gli anni passano e le mamme imbiancano e si andava allo Studio 2 fino a maggio poi la stagione finiva e tutti partivano con i primi amori e le prime ragazze che avevi baciato e si restava soli in città a mangiare le angurie ai baracchini che poi era anche bello ma la primavera è un'altra cosa la gente stava ancora tutta qua ma con la testa era già in vacanza ed era come essere al mare senza il mare andandosene in giro alla Pellerina o al massimo al Parco Ruffini o alla Tesoriera a leggere Eco ascoltando gli Everything che erano così primaverili prima di fare le robe da discoteca e io ero innamorato di Tracey Thorn, ero innamorato di Elisabeth Fraser, ero innamorato di Lisa Gerrard e tanto amore non poteva stare in un corpo così piccolo senza scoppiare.


La nostra casa era nel mezzo della strada.

Prestito delle biblioteche: a che punto siamo

::: Il punto ::: marzo

:: Italia: Versante giuridico-legislativo ::

La posizione del Governo.[24 febbraio 2005]
Resoconto sommario tratto dal sito del
Senato in merito alla risposta del governo alle interrogazioni parlamentari dei senatori Acciarini, Franco, Maconi, Tessitore, Zavoli del marzo e maggio 2004 [maggiori notizie e resoconto stenografico nella sezione documentazione]

PESCANTE, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. [dice]
La procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea anche nei confronti di altri Stati è motivata dalla violazione delle disposizioni comunitarie in materia di proprietà intellettuale e di diritti d'autore da parte delle norme che regolano il prestito delle biblioteche pubbliche. Il Ministero per i beni e le attività culturali, valutando l'importanza della circolazione del libro ai fini della promozione della cultura (anche in considerazione dei modesti livelli di diffusione della lettura in Italia), ha elaborato una proposta di adeguamento della normativa interna senza incidere sugli utenti del servizio del prestito: l'istituzione di un Fondo del prestito pubblico, anche con il coinvolgimento di risorse proprie delle Regioni, dovrebbe evitare l'ulteriore esito della procedura di infrazione.

MACONI (DS-U). [risponde]
E' positivo che il Governo condivida le preoccupazioni espresse nelle interrogazioni circa il ruolo essenziale che le biblioteche pubbliche svolgono per la diffusione della cultura specie tra le classi meno abbienti, oltre che ai fini della conservazione del patrimonio librario; è anche condivisibile che il costo del recepimento della direttiva europea non ricada sull'utente, perché ciò determinerebbe un disincentivo alla lettura senza particolari benefici per le finanze pubbliche. Tuttavia, l'istituzione del Fondo comporterà una decurtazione del già modesto finanziamento delle biblioteche pubbliche e quindi ne danneggerà il funzionamento. Infine, la risposta non ha recepito la sollecitazione a contrastare la procedura di infrazione in virtù dell'erroneo presupposto della lesione del diritto d'autore, in quanto, al contrario, il prestito delle biblioteche contribuisce alla diffusione della lettura.

:: L'Europa ::
Prosegue la procedura di infrazione e chiama l'Italia e il Lussemburgo a rispondere davanti alla corte di giustizia europea per non aver pienamente recepito il "diritto di prestito pubblico"
[il testo di tale fase del procedimento di infrazione - 21 marzo 2005 - sul sito
EUROPA]

:: Amministrazioni locali : Provincia di Milano ::
La Provincia di Milano ha organizzato una giornata di riflessione e studio in contemporanea con le II Jornadas contra el préstamo de pago di Madrid. Coordinati dall'assessore alla cultura della Provincia di Milano, Daniela Benelli, politici, amministratori, ricercatori, bibliotecari, poeti, librai, gionalisti e cittadini hanno fatto il punto della situazione ed espresso l'intenzione di continuare a ribadire le ragioni del prestito gratuito.
[per leggere programma, notizie e relazioni]
[la manifestazione di Madrid]

:: B.E.L.L.A. catena : Dario Fo ::
Il premio Nobel italiano interviene per la Campagna a favore del prestito gratuito in un video in cui spiega perché la biblioteca a pagamento rappresenta un'idea incivile.
[per vedere l'intervento video e leggere il testo]

:: Per le biblioteche : in preparazione del 23 aprile ::
Ad un anno di distanza dalla Giornata Mondiale Unesco del libro e del diritto d'autore le nostre proposte:



  • chiusura della raccolta di firme sul Manifesto in difesa del prestito gratuito



  • partecipa con un evento alla celebrazione della giornata e a segnalacelo sul form

  • giovedì 28 aprile 2005

    Qualcuno era comunista

    Ero qui che mi scervellavo su cosa scrivere, e qualcuno è passato ad augurarmi la buona notte. Così, io che sono una puttana dal cuore d'oro, ho deciso di risolvere l'impasse creativa dedicandogli questo post.


    E poi questa canzone mi commuove, e mi commuove anche Gaber, l'unico che ha sposato una comunista, e si è ritrovato in casa Hilsse la tigre di Berluskaiser. Al di là delle ideologie politiche, certe cose ti fanno venire una lacrimuccia e la voglia di alzare il pugno.


    Ascoltatela tutta fino alla fine, se avete tempo. Buona notte a voi.

    Qualcuno era comunista

    Ero qui che mi scervellavo su cosa scrivere, e qualcuno è passato ad augurarmi la buona notte. Così, io che sono una puttana dal cuore d'oro, ho deciso di risolvere l'impasse creativa dedicandogli questo post.


    E poi questa canzone mi commuove, e mi commuove anche Gaber, l'unico che ha sposato una comunista, e si è ritrovato in casa Hilsse la tigre di Berluskaiser. Al di là delle ideologie politiche, certe cose ti fanno venire una lacrimuccia e la voglia di alzare il pugno.


    Ascoltatela tutta fino alla fine, se avete tempo. Buona notte a voi.

    martedì 26 aprile 2005

    Today the blogsphere, tomorrow the world

    Adesso ho il banner. Adesso ho gli switch menu. Adesso ho la favicon (che non riesco neppure a vedere perché explorer non la visualizza, ma vuoi mettere?). Adesso ho la frasetta figa nel bottone della barra delle applicazioni. E presto ci sarà dell'altro, molto altro.


    Ormai nessuno mi può fermare: oggi la blogosfera, domani... il mondo.


    Today the blogsphere, tomorrow the world

    Adesso ho il banner. Adesso ho gli switch menu. Adesso ho la favicon (che non riesco neppure a vedere perché explorer non la visualizza, ma vuoi mettere?). Adesso ho la frasetta figa nel bottone della barra delle applicazioni. E presto ci sarà dell'altro, molto altro.


    Ormai nessuno mi può fermare: oggi la blogosfera, domani... il mondo.


    domenica 24 aprile 2005

    Il quarto segreto di Fatima

    Essendo un po' in crisi di ispirazione, mi sono uniformato allo spirito dei tempi e ho pregato il buon Dio per avere uno spunto per un nuovo post.


    Purtroppo, come si sa, bisognerebbe scherzare con i fanti, ma lasciare stare i santi, perché mi è stato rivelato molto di più di quello che avrei voluto sapere. Infatti, questa notte in sogno ho scoperto che i segreti di Fatima sono in realtà quattro, e che l'ultimo (ancora sconosciuto) è il più clamoroso, ma anche, udite e gioite, il più lieto di tutti.


    Sappiate infatti (e lo rivelo subito, così, senza pudor) che nel 3005 sarà eletto papa un robot, tal cardinale Mazinga Z, che assumerà il nome di Benedetto CCCLLXXI (numeri romani scritti assolutamente a caso). Il suo cervello avrà una potenza di calcolo di tre miliardi di terabyte (qualsiasi cosa ciò voglia dire) e inoltre potrà lanciare un doppio fulmine, un raggio gamma e un grande boomerang. Quello che mi ha lasciato più perplesso è il nome della sua arma finale: spada diabolica, ma si sa che le vie del Signore sono infinite.


    Comunque, egli grazie all'enorme potenza di calcolo del suo cervello positronico riuscirà a elaborare raffinate dottrine teologiche che dirimeranno tutte le differenze tra le varie religioni della Terra, riunendole sotto la sua guida illuminata. Inoltre sconfiggerà la fame nel mondo, riporterà la pace a suon di raggi gamma e procurerà un miliardo di nuovi posti di lavoro. Infine, last but surely not least, debellerà una tremenda invasione aliena assicurando all'umanità un millenio di pace e prosperità.


    (Nella foto, monsignor Mazinga con la tipica tiara cardinalizia intento a lanciare una Benedizione Urbi et Orbi)

    Il quarto segreto di Fatima

    Essendo un po' in crisi di ispirazione, mi sono uniformato allo spirito dei tempi e ho pregato il buon Dio per avere uno spunto per un nuovo post.


    Purtroppo, come si sa, bisognerebbe scherzare con i fanti, ma lasciare stare i santi, perché mi è stato rivelato molto di più di quello che avrei voluto sapere. Infatti, questa notte in sogno ho scoperto che i segreti di Fatima sono in realtà quattro, e che l'ultimo (ancora sconosciuto) è il più clamoroso, ma anche, udite e gioite, il più lieto di tutti.


    Sappiate infatti (e lo rivelo subito, così, senza pudor) che nel 3005 sarà eletto papa un robot, tal cardinale Mazinga Z, che assumerà il nome di Benedetto CCCLLXXI (numeri romani scritti assolutamente a caso). Il suo cervello avrà una potenza di calcolo di tre miliardi di terabyte (qualsiasi cosa ciò voglia dire) e inoltre potrà lanciare un doppio fulmine, un raggio gamma e un grande boomerang. Quello che mi ha lasciato più perplesso è il nome della sua arma finale: spada diabolica, ma si sa che le vie del Signore sono infinite.


    Comunque, egli grazie all'enorme potenza di calcolo del suo cervello positronico riuscirà a elaborare raffinate dottrine teologiche che dirimeranno tutte le differenze tra le varie religioni della Terra, riunendole sotto la sua guida illuminata. Inoltre sconfiggerà la fame nel mondo, riporterà la pace a suon di raggi gamma e procurerà un miliardo di nuovi posti di lavoro. Infine, last but surely not least, debellerà una tremenda invasione aliena assicurando all'umanità un millenio di pace e prosperità.


    (Nella foto, monsignor Mazinga con la tipica tiara cardinalizia intento a lanciare una Benedizione Urbi et Orbi)

    giovedì 21 aprile 2005

    Stiamo lavorando per voi

    Informiamo la gentile clientela che questo blog è in fase di ristrutturazione. Anche il padrone di questo blog è in fase di ristrutturazione. Al termine delle rispettive ristrutturazioni è probabile che il blog sarà bellissimo, e il padrone morto.


    Nel frattempo vi proponiamo una selezione musicale gentilmente richiesta dal signor Shesaidestroy.


    Ci scusiamo per i disagi e speriamo di potervi riavere presto tra i nostri graditi ospiti.


    Distinti saluti,


                                                       La direzione

    Stiamo lavorando per voi

    Informiamo la gentile clientela che questo blog è in fase di ristrutturazione. Anche il padrone di questo blog è in fase di ristrutturazione. Al termine delle rispettive ristrutturazioni è probabile che il blog sarà bellissimo, e il padrone morto.


    Nel frattempo vi proponiamo una selezione musicale gentilmente richiesta dal signor Shesaidestroy.


    Ci scusiamo per i disagi e speriamo di potervi riavere presto tra i nostri graditi ospiti.


    Distinti saluti,


                                                       La direzione

    lunedì 18 aprile 2005

    Neve


    Ho la neve e il sole negli occhi abbasso gli occhialoni ma è lo stesso mi fa bene e anche la neve che mi entra in bocca la bevo. Marco tenta uno spin e finisce a gambe all’aria poi salto anch’io e finisco a gambe all’aria nella neve fresca. Più tardi ce ne stiamo col culo sulla neve fredda guardiamo gli altri passare commentiamo lo stile di quelli che passano. Penso che non voglio più tornare indietro ho in testa quella canzone dei Dinosaur Jr. che sentivo sullo stereo della macchina mentre mi mettevo gli scarponi e poi sono sceso e l’ho spento. Succede sempre così con la canzone che stai ascoltando quando spegni la radio poi è quella che ti rimane in testa. Quando torno giù penso la rimetto da capo così me l’ascolto bene e poi smetto di canticchiarla. Questa mattina ho caricato la mia tavola sull’auto ho pensato che c’era bel tempo ho pensato che non volevo più tornare indietro. Adesso mi butto giù dal muro più ripido front side back side front side back side provo un holly su una cunetta finisco a gambe all’aria mi faccio male al culo mi rialzo incazzato ci riprovo. Guardo quelli sulla seggiovia mi chiedo se mi stanno guardando penso cosa pensano di me un giorno farò salti alti tre metri allora sì tutti si gireranno a guardare. Sulla seggiovia tentiamo di stabilire se abbiamo partecipato al periodo d’oro di qualcosa io dico che giocavo a Magic quando in Italia non sapevano neanche cos’era e ho fatto le occupazioni ai tempi di Piloto Io. Mi sento un fallito ma questo non lo dico. Dico che vorrei restare per sempre lì costruirmi una capanna o qualcosa del genere o magari andarmene in Canada là c’è neve tutto l’anno. Poi facciamo una pista nuova è quasi ora di andare via io non voglio tornare indietro sono incazzato così provo di nuovo gli holly  ma non conosco la pista però non va così male vengo giù sparato vorrei morire giuro vorrei morire spiaccicarmi contro un albero giuro così vorrei morire ma poi è il solito riprendersi la tavola in spalla venire giù parlare ancora un po’ di quella maria che vorrei comprare Marco che mi dice i prezzi non sono più tanto convinto di volerla comprare non per il prezzo ma perché non so cosa farmene magari la regalo a qualcuno. Poi gli do uno strappo fino a casa domani lui deve studiare io torno su da solo ci rivediamo sabato se riesco sento anche Paolino così andiamo a Crevacol e ci fa vedere un paio di tricks. Quando sono solo riavvolgo la cassetta mi riascolto la canzone dei Dinosaur Jr. così adesso posso smettere di canticchiarla non volevo tornare indietro giuro non volevo.

    Neve


    Ho la neve e il sole negli occhi abbasso gli occhialoni ma è lo stesso mi fa bene e anche la neve che mi entra in bocca la bevo. Marco tenta uno spin e finisce a gambe all’aria poi salto anch’io e finisco a gambe all’aria nella neve fresca. Più tardi ce ne stiamo col culo sulla neve fredda guardiamo gli altri passare commentiamo lo stile di quelli che passano. Penso che non voglio più tornare indietro ho in testa quella canzone dei Dinosaur Jr. che sentivo sullo stereo della macchina mentre mi mettevo gli scarponi e poi sono sceso e l’ho spento. Succede sempre così con la canzone che stai ascoltando quando spegni la radio poi è quella che ti rimane in testa. Quando torno giù penso la rimetto da capo così me l’ascolto bene e poi smetto di canticchiarla. Questa mattina ho caricato la mia tavola sull’auto ho pensato che c’era bel tempo ho pensato che non volevo più tornare indietro. Adesso mi butto giù dal muro più ripido front side back side front side back side provo un holly su una cunetta finisco a gambe all’aria mi faccio male al culo mi rialzo incazzato ci riprovo. Guardo quelli sulla seggiovia mi chiedo se mi stanno guardando penso cosa pensano di me un giorno farò salti alti tre metri allora sì tutti si gireranno a guardare. Sulla seggiovia tentiamo di stabilire se abbiamo partecipato al periodo d’oro di qualcosa io dico che giocavo a Magic quando in Italia non sapevano neanche cos’era e ho fatto le occupazioni ai tempi di Piloto Io. Mi sento un fallito ma questo non lo dico. Dico che vorrei restare per sempre lì costruirmi una capanna o qualcosa del genere o magari andarmene in Canada là c’è neve tutto l’anno. Poi facciamo una pista nuova è quasi ora di andare via io non voglio tornare indietro sono incazzato così provo di nuovo gli holly  ma non conosco la pista però non va così male vengo giù sparato vorrei morire giuro vorrei morire spiaccicarmi contro un albero giuro così vorrei morire ma poi è il solito riprendersi la tavola in spalla venire giù parlare ancora un po’ di quella maria che vorrei comprare Marco che mi dice i prezzi non sono più tanto convinto di volerla comprare non per il prezzo ma perché non so cosa farmene magari la regalo a qualcuno. Poi gli do uno strappo fino a casa domani lui deve studiare io torno su da solo ci rivediamo sabato se riesco sento anche Paolino così andiamo a Crevacol e ci fa vedere un paio di tricks. Quando sono solo riavvolgo la cassetta mi riascolto la canzone dei Dinosaur Jr. così adesso posso smettere di canticchiarla non volevo tornare indietro giuro non volevo.

    domenica 17 aprile 2005

    Letters to fictious persons

    Cara Lisa,


              scusa se è tanto tempo che non mi faccio vivo. Avevo perso le tue tracce, a essere sincero, ma quando ti ho rivista, questo pomeriggio, ho avuto un tuffo al cuore. Sei ancora più bella di una volta, più bella di quindici anni fa. Qualcuno mi prendeva in giro, a quei tempi, dicevano che la tua era musica commerciale, ma io sapevo che tu eri una vera lady, più english dell'union jack e di Mary Quant e che la tua voce era uno strumento meraviglioso.


    Del resto, sei stata l'unica degna di cantare con il grande Barry, altro che 'ste sciacquette che girano al giorno d'oggi e dicono di cantare "r'n'b". Ma che è sto "r'n'b"? La tua è l'unica vera musica soul, cantata con l'anima ma anche con lo stile di una vera signora.


    Scusa lo sfogo, non c'entra molto, l'importante è averti ritrovata. Spero che adesso ci rivedremo spesso, e se per caso passo da Londra, giuro che questa volta ti faccio uno squillo ;-)


    Caldamente tuo,


                                               Invernomuto

    Letters to fictious persons

    Cara Lisa,


              scusa se è tanto tempo che non mi faccio vivo. Avevo perso le tue tracce, a essere sincero, ma quando ti ho rivista, questo pomeriggio, ho avuto un tuffo al cuore. Sei ancora più bella di una volta, più bella di quindici anni fa. Qualcuno mi prendeva in giro, a quei tempi, dicevano che la tua era musica commerciale, ma io sapevo che tu eri una vera lady, più english dell'union jack e di Mary Quant e che la tua voce era uno strumento meraviglioso.


    Del resto, sei stata l'unica degna di cantare con il grande Barry, altro che 'ste sciacquette che girano al giorno d'oggi e dicono di cantare "r'n'b". Ma che è sto "r'n'b"? La tua è l'unica vera musica soul, cantata con l'anima ma anche con lo stile di una vera signora.


    Scusa lo sfogo, non c'entra molto, l'importante è averti ritrovata. Spero che adesso ci rivedremo spesso, e se per caso passo da Londra, giuro che questa volta ti faccio uno squillo ;-)


    Caldamente tuo,


                                               Invernomuto

    sabato 16 aprile 2005

    Una serie di sfortunate circostanze

    I lettori di questo diario telematico sanno che di solito non parlo dei fatti miei in questa sede, ma in quest'ultima settimana sono stato colpito da una serie di eventi che definire fastidiosi sarebbe puro understatement. Non infierirò raccontandovi i particolari di simili vicissitudini, ma vi basti sapere che da domenica scorsa a oggi ho ricevuto la notizia che la principale fonte dei miei introiti si esaurirà nel giro di brevissimo tempo, ho perso una coincidenza ferroviaria impiegando 21 ore per fare 450 km e mi sono chiuso fuori di casa riuscendo poi a chiamare il fabbro più imbecille della città, che dopo aver aggravato il danno ha avuto pure il coraggio di chiedermi 60 euro per il bel lavoro. Alla fine sono entrato dal balcone della vicina, anziana fumatrice che ascolta la tv a tutto volume fino a ore folli e a cui ora mi toccherà anche essere riconoscente, spaccando un vetro col martello.


    Ah, come se non bastasse sto riscrivendo questo post, perché Splinder ne ha misteriosamente cancellato la prima stesura.


    A questo punto mi sento vagamente distrutto, per usare un eufemismo. Del tipo che se fossi portato per questo genere di cose mi darei all'eroina pur di sfuggire alla realtà. Ma io reagisco subito e mi rimbocco le maniche... Perciò mi rivolgo a tutti voi e dico:


    Sono disocupato, devo dare da mangiare a familia. Prego avere due euro? Grazie...

    Una serie di sfortunate circostanze

    I lettori di questo diario telematico sanno che di solito non parlo dei fatti miei in questa sede, ma in quest'ultima settimana sono stato colpito da una serie di eventi che definire fastidiosi sarebbe puro understatement. Non infierirò raccontandovi i particolari di simili vicissitudini, ma vi basti sapere che da domenica scorsa a oggi ho ricevuto la notizia che la principale fonte dei miei introiti si esaurirà nel giro di brevissimo tempo, ho perso una coincidenza ferroviaria impiegando 21 ore per fare 450 km e mi sono chiuso fuori di casa riuscendo poi a chiamare il fabbro più imbecille della città, che dopo aver aggravato il danno ha avuto pure il coraggio di chiedermi 60 euro per il bel lavoro. Alla fine sono entrato dal balcone della vicina, anziana fumatrice che ascolta la tv a tutto volume fino a ore folli e a cui ora mi toccherà anche essere riconoscente, spaccando un vetro col martello.


    Ah, come se non bastasse sto riscrivendo questo post, perché Splinder ne ha misteriosamente cancellato la prima stesura.


    A questo punto mi sento vagamente distrutto, per usare un eufemismo. Del tipo che se fossi portato per questo genere di cose mi darei all'eroina pur di sfuggire alla realtà. Ma io reagisco subito e mi rimbocco le maniche... Perciò mi rivolgo a tutti voi e dico:


    Sono disocupato, devo dare da mangiare a familia. Prego avere due euro? Grazie...

    giovedì 14 aprile 2005

    Casa

    E’ una notte di pioggia. Le strade sono lucide e mandano riflessi sotto alle luci arancioni. Provo a immaginare che tu sia là fuori, da qualche parte. Magari stai guardando anche tu il buio da qualche posto caldo, come faccio io. Magari sei per la strada, e i tuoi capelli sono bagnati e colano acqua sui vestiti. Sono sicuro che hanno lo stesso buon profumo. Sono sicuro che tu hai lo stesso buon profumo che mi faceva diventare pazzo e mi faceva sentire così sporco, al tuo confronto. La nostra storia non è mai iniziata, ma adesso non importa più.


    Posso fingere che ci siamo amati, no? Posso immaginare che in una sera come questa, in un mondo come questo, avresti appoggiato la testa sulla mia spalla e io avrei sentito l’odore dei tuoi capelli bagnati, la pressione del tuo corpo sul mio, il calore della tua pelle. Avresti acceso una sigaretta, avresti riso a una mia stupida battuta, avremmo guardato la gente che correva per ripararsi dalla pioggia, avremmo fatto tutte quelle cazzate da innamorati. Sarebbe stata una notte fredda come questa, ma senza l’ombra della morte, senza l’urgenza dell’abbandono.


    Siamo personaggi di un film, io indosso una tuta da astronauta e pianto una bandiera nera e rossa su un cratere lunare, tu cammini a piedi scalzi in Central Park. Ti saluto con la mano da lassù, ma tu non mi vedi, raccogli uova colorate tra i cespugli del parco e le tiri in testa a omini buffi e imparruccati. Gli omini esplodono con un –POF–, e io salto giù dalla luna e atterro accanto a te, la tuta intralcia i miei movimenti e tu scappi, ridi di me e degli omini, che protestano indignati. Mi urli:


    “Ti aspetto al solito posto,” e scappi, e scappi, e scappi.


    Ma io non so dov’è il solito posto, e le ombre del parco si allungano, gli omini sono incazzati e iniziano a inseguirmi, vorrei dire loro che io non c’entro, che sei stata tu a tiragli le uova, ma il casco dello scafandro mi impedisce di farmi sentire, da loro e da te. Corro e ti cerco, in cerchio, all’infinito.


    Appoggia la testa sulla mia spalla, sono lacrime o è pioggia sulla guancia? Ma cosa importa, se la tua pelle è bianca come una pallina di marmo, i tuoi capelli sono così morbidi e profumano di biscotto, i tuoi occhi così profondi? L’automobile non fa quasi rumore, solo il fruscio delle gomme sull’acqua. La musica che viene dalla radio è dolce e ti culla, ora puoi dormire.


    “Non preoccuparti,” ti dico, “adesso va tutto bene. Stiamo tornando a casa.”


    “Sì,” sussurri tu mentre ti abbandoni al sonno, “a casa, finalmente…”

    Casa

    E’ una notte di pioggia. Le strade sono lucide e mandano riflessi sotto alle luci arancioni. Provo a immaginare che tu sia là fuori, da qualche parte. Magari stai guardando anche tu il buio da qualche posto caldo, come faccio io. Magari sei per la strada, e i tuoi capelli sono bagnati e colano acqua sui vestiti. Sono sicuro che hanno lo stesso buon profumo. Sono sicuro che tu hai lo stesso buon profumo che mi faceva diventare pazzo e mi faceva sentire così sporco, al tuo confronto. La nostra storia non è mai iniziata, ma adesso non importa più.


    Posso fingere che ci siamo amati, no? Posso immaginare che in una sera come questa, in un mondo come questo, avresti appoggiato la testa sulla mia spalla e io avrei sentito l’odore dei tuoi capelli bagnati, la pressione del tuo corpo sul mio, il calore della tua pelle. Avresti acceso una sigaretta, avresti riso a una mia stupida battuta, avremmo guardato la gente che correva per ripararsi dalla pioggia, avremmo fatto tutte quelle cazzate da innamorati. Sarebbe stata una notte fredda come questa, ma senza l’ombra della morte, senza l’urgenza dell’abbandono.


    Siamo personaggi di un film, io indosso una tuta da astronauta e pianto una bandiera nera e rossa su un cratere lunare, tu cammini a piedi scalzi in Central Park. Ti saluto con la mano da lassù, ma tu non mi vedi, raccogli uova colorate tra i cespugli del parco e le tiri in testa a omini buffi e imparruccati. Gli omini esplodono con un –POF–, e io salto giù dalla luna e atterro accanto a te, la tuta intralcia i miei movimenti e tu scappi, ridi di me e degli omini, che protestano indignati. Mi urli:


    “Ti aspetto al solito posto,” e scappi, e scappi, e scappi.


    Ma io non so dov’è il solito posto, e le ombre del parco si allungano, gli omini sono incazzati e iniziano a inseguirmi, vorrei dire loro che io non c’entro, che sei stata tu a tiragli le uova, ma il casco dello scafandro mi impedisce di farmi sentire, da loro e da te. Corro e ti cerco, in cerchio, all’infinito.


    Appoggia la testa sulla mia spalla, sono lacrime o è pioggia sulla guancia? Ma cosa importa, se la tua pelle è bianca come una pallina di marmo, i tuoi capelli sono così morbidi e profumano di biscotto, i tuoi occhi così profondi? L’automobile non fa quasi rumore, solo il fruscio delle gomme sull’acqua. La musica che viene dalla radio è dolce e ti culla, ora puoi dormire.


    “Non preoccuparti,” ti dico, “adesso va tutto bene. Stiamo tornando a casa.”


    “Sì,” sussurri tu mentre ti abbandoni al sonno, “a casa, finalmente…”

    mercoledì 13 aprile 2005

    Estetica della patafisica (discorsi estetici sulla fica)

    Le forme che da sempre contraddistinguono il suo stile ricordano un pò l'art noveau e le sue sognanti lineee sinuose:
    linee tonde, morbide, dai sensi grafici tenui che si rincorrono ondeggiando a formare figure che riportano alla mente molluschi e baccelli maturi.
    A volte le sue linee prendono forza simbolica e sfuggono la mano al di la' del nascosto intento rappresentativo trasformandosi in amebe marine dai tentacoli dolci a avvolgenti. 
    I suoi colori ricordano la terra, nei dipinti medievali, bruna ma leggermente rosata , colori caldi ma tenui come a sussurrare tinte silenziose ma decise.
    Nei contrasti di luce si raggiunge una purezza che solo l' espressionismo è riuscito a penetrare, i campi prospettici tra luci e ombre che si vanno a comporsi ritmici alla vista, danno la netta sensazione della profondità in cui il nero come colore ultimo risalta e mette a rilievo i vuoti, intesi come luoghi dove ergere solenni sogni arditi e silenzi senza confini.
    L'opera nella sua completezza e degna simbologia del corpo perfetto che la contiene.


    Courtesy of Almavox

    Estetica della patafisica (discorsi estetici sulla fica)

    Le forme che da sempre contraddistinguono il suo stile ricordano un pò l'art noveau e le sue sognanti lineee sinuose:
    linee tonde, morbide, dai sensi grafici tenui che si rincorrono ondeggiando a formare figure che riportano alla mente molluschi e baccelli maturi.
    A volte le sue linee prendono forza simbolica e sfuggono la mano al di la' del nascosto intento rappresentativo trasformandosi in amebe marine dai tentacoli dolci a avvolgenti. 
    I suoi colori ricordano la terra, nei dipinti medievali, bruna ma leggermente rosata , colori caldi ma tenui come a sussurrare tinte silenziose ma decise.
    Nei contrasti di luce si raggiunge una purezza che solo l' espressionismo è riuscito a penetrare, i campi prospettici tra luci e ombre che si vanno a comporsi ritmici alla vista, danno la netta sensazione della profondità in cui il nero come colore ultimo risalta e mette a rilievo i vuoti, intesi come luoghi dove ergere solenni sogni arditi e silenzi senza confini.
    L'opera nella sua completezza e degna simbologia del corpo perfetto che la contiene.


    Courtesy of Almavox

    domenica 10 aprile 2005

    1998


    Pensava che il sesso lo avrebbe aiutato a scacciare la paura della morte... Pensava che ogni ragazza è diversa... Pensava che alla fine avrebbe trovato l'amore... Pensava che non sarebbe mai diventato vecchio... Pensava che un po' di quella polverina non gli avrebbe fatto male... Pensava che quello che contava veramente nella vita erano i suoi dischi e i suoi libri... Pensava che a sognare non si fa nulla di male... Pensava che prima o poi quel viaggio lo avrebbe fatto davvero... Pensava che tanto c'era sempre tempo... Pensava che lei non se ne sarebbe andata... Pensava... Pensava... Pensava...

    1998


    Pensava che il sesso lo avrebbe aiutato a scacciare la paura della morte... Pensava che ogni ragazza è diversa... Pensava che alla fine avrebbe trovato l'amore... Pensava che non sarebbe mai diventato vecchio... Pensava che un po' di quella polverina non gli avrebbe fatto male... Pensava che quello che contava veramente nella vita erano i suoi dischi e i suoi libri... Pensava che a sognare non si fa nulla di male... Pensava che prima o poi quel viaggio lo avrebbe fatto davvero... Pensava che tanto c'era sempre tempo... Pensava che lei non se ne sarebbe andata... Pensava... Pensava... Pensava...

    sabato 9 aprile 2005

    L'anabasi di una civiltà

    Nel corso della storia, in qualsiasi conflitto, i teorici della dottrina militare si sono sempre divisi tra chi sostiene la necessità di un esercito ristretto, composto da specialisti, e i seguaci di una leva di massa, qualitativamente scarsa ma in grado di schiacciare qualsiasi opposizione con il numero degli effettivi. Questa polemica non è mai stata scevra da implicazioni politiche che esulavano dal campo prettamente marziale, né è stato possibile individuare una formula unica, buona per tutte le occasioni.


    Se per esempio è indubbio che, durante l'evo della rivoluzione francese, la levée en masse permise a Napoleone 15 anni di indiscusso dominio sull'Europa, le recenti esperienze delle due guerre del Golfo sembrano favorire la prima teoria, visto che nessun esercito, per quanto numeroso, può tenere testa a un nemico tecnologicamente superiore, anche se quantitativamente molto più ridotto, in una situazione di scontro in campo aperto (ben altre problematiche ha posto il terreno difficile del Viet-nam nel decennio 1964-1974).


    I precursori di questo tipo di guerra "efficiente", esclusivamente tecnica, si possono rintracciare fino ai giorni dell'Anabasi senofontiana, in cui l'atenese dipinge un quadro della spedizione per nulla eroico, teso esclusivamente alla risoluzione di problemi pratici: come un esercito numericamente inferiore, ma superiore per disciplina, armamento e tattica, possa sopravvivere all'annientamento e anzi risultare vittorioso in territorio ostile.


    Si può addirittura affermare che è da qui che nasce una delle correnti principali del pensiero occidentale: quella che identifica il problema nella tecnica, e non nell'etica. Senofonte, pur essendo conscio di essere un invasore e un razziatore in mezzo a genti che difendono semplicemente i loro beni, non si pone mai un quesito di ordine morale. Anzi riconosce spesso i diritti dei suoi nemici. Tuttavia questo non gli impedisce di complimentarsi con se stesso e con i suoi uomini per il modo in cui sormontano le difficoltà e giungono alla vittoria. Questa forma mentis è la stessa, ad esempio, che ha permesso a molti soldati di compiere le peggiori atrocità riuscendo tuttavia a trovare una giustificazione nel "dovere".


    Con questo non intendo affermare che la tecnica sia inferiore moralmente allo spirito. Anche eserciti che seguivano ideali teoricamente più nobili (come appunto l'esercito rivoluzionario francese, o l'armata rossa) hanno compiuto efferati crimini di guerra (e di pace). Anzi, alcuni scrittori di cose militari (il Von Clausewitz in primis) che appoggiavano le teorie di un esercito "efficiente" e di élite, sono stati anche i più convinti assertori del principio secondo cui la guerra dev'essere extrema ratio e comunque deve rispondere a regole ben precise.


    Tuttavia è necessario che chi condanna la "guerra" come un mostro informe e indistinto inizi a rendersi conto che quest'attività, fondamentale per l'essere umano a livello primitivo, non potrà mai essere superata, se prima non se ne studiano a fondo le cause e non se ne approfondiscono la storia e i motivi.


    Non si sconfigge la guerra andando in piazza a sventolare un pezzo di stoffa colorato. La si sconfigge smascherandola e conoscendone le meccaniche più profonde e distruttive.

    L'anabasi di una civiltà

    Nel corso della storia, in qualsiasi conflitto, i teorici della dottrina militare si sono sempre divisi tra chi sostiene la necessità di un esercito ristretto, composto da specialisti, e i seguaci di una leva di massa, qualitativamente scarsa ma in grado di schiacciare qualsiasi opposizione con il numero degli effettivi. Questa polemica non è mai stata scevra da implicazioni politiche che esulavano dal campo prettamente marziale, né è stato possibile individuare una formula unica, buona per tutte le occasioni.


    Se per esempio è indubbio che, durante l'evo della rivoluzione francese, la levée en masse permise a Napoleone 15 anni di indiscusso dominio sull'Europa, le recenti esperienze delle due guerre del Golfo sembrano favorire la prima teoria, visto che nessun esercito, per quanto numeroso, può tenere testa a un nemico tecnologicamente superiore, anche se quantitativamente molto più ridotto, in una situazione di scontro in campo aperto (ben altre problematiche ha posto il terreno difficile del Viet-nam nel decennio 1964-1974).


    I precursori di questo tipo di guerra "efficiente", esclusivamente tecnica, si possono rintracciare fino ai giorni dell'Anabasi senofontiana, in cui l'atenese dipinge un quadro della spedizione per nulla eroico, teso esclusivamente alla risoluzione di problemi pratici: come un esercito numericamente inferiore, ma superiore per disciplina, armamento e tattica, possa sopravvivere all'annientamento e anzi risultare vittorioso in territorio ostile.


    Si può addirittura affermare che è da qui che nasce una delle correnti principali del pensiero occidentale: quella che identifica il problema nella tecnica, e non nell'etica. Senofonte, pur essendo conscio di essere un invasore e un razziatore in mezzo a genti che difendono semplicemente i loro beni, non si pone mai un quesito di ordine morale. Anzi riconosce spesso i diritti dei suoi nemici. Tuttavia questo non gli impedisce di complimentarsi con se stesso e con i suoi uomini per il modo in cui sormontano le difficoltà e giungono alla vittoria. Questa forma mentis è la stessa, ad esempio, che ha permesso a molti soldati di compiere le peggiori atrocità riuscendo tuttavia a trovare una giustificazione nel "dovere".


    Con questo non intendo affermare che la tecnica sia inferiore moralmente allo spirito. Anche eserciti che seguivano ideali teoricamente più nobili (come appunto l'esercito rivoluzionario francese, o l'armata rossa) hanno compiuto efferati crimini di guerra (e di pace). Anzi, alcuni scrittori di cose militari (il Von Clausewitz in primis) che appoggiavano le teorie di un esercito "efficiente" e di élite, sono stati anche i più convinti assertori del principio secondo cui la guerra dev'essere extrema ratio e comunque deve rispondere a regole ben precise.


    Tuttavia è necessario che chi condanna la "guerra" come un mostro informe e indistinto inizi a rendersi conto che quest'attività, fondamentale per l'essere umano a livello primitivo, non potrà mai essere superata, se prima non se ne studiano a fondo le cause e non se ne approfondiscono la storia e i motivi.


    Non si sconfigge la guerra andando in piazza a sventolare un pezzo di stoffa colorato. La si sconfigge smascherandola e conoscendone le meccaniche più profonde e distruttive.

    giovedì 7 aprile 2005

    La mappa di Splinderville

    L'ho scoperta. Esiste. Era da mesi che ci pensavo. Poi è arrivata lei e mi ha svelato l'arcano.


    La mappa della blogosfera esiste. E la trovate qui (courtesy of Lucre).


    Purtroppo in questo documento troverete soltanto le rotte per gli astri più luminosi dell'universo bloggoso.


    Ma sono forniti tutti gli strumenti per disegnarsi una mappa personale comprendente tutte le stelle del proprio firmamento, magari aggiornandola man mano che nuovi punti di riferimento entrano nel vostro orizzonte.


    Consiglio a tutti di leggere questo affascinante documento (almeno a tutti quelli che dispongono di Adobe Acrobat Reader). Sarà come compulsare i trattati di antichi astronomi, o i resoconti di viaggio delle sonde spaziali che per prime si avventurarono nello spazio profondo.


    Anticipo solo un paio di frasi, giusto per farvi capire l'entità e la profondità di questo studio:


    "Nell'analisi i nodi della rete sono i blog e i collegamenti, o link, sono i riferimenti reciproci. Gli attributi principali della rete composta dalla blogsfera sono il diametro e il clustering, o livello di interconnessione dei blog:


    Il diametro della rete è di 2,39. Il mondo dei blog italiani ha di media due gradi di separazione. Questo significa che per passare da un blog italiano a un altro mediamente si transita attraverso due siti.


    Il grado di clustering del sistema è di 0,362, dove il valore 1 indicherebbe che ogni blog è interconnesso con ogni altro blog."


    E questa, se permettete, è poesia pura. O, in altre parole, la musica delle sfere.

    La mappa di Splinderville

    L'ho scoperta. Esiste. Era da mesi che ci pensavo. Poi è arrivata lei e mi ha svelato l'arcano.


    La mappa della blogosfera esiste. E la trovate qui (courtesy of Lucre).


    Purtroppo in questo documento troverete soltanto le rotte per gli astri più luminosi dell'universo bloggoso.


    Ma sono forniti tutti gli strumenti per disegnarsi una mappa personale comprendente tutte le stelle del proprio firmamento, magari aggiornandola man mano che nuovi punti di riferimento entrano nel vostro orizzonte.


    Consiglio a tutti di leggere questo affascinante documento (almeno a tutti quelli che dispongono di Adobe Acrobat Reader). Sarà come compulsare i trattati di antichi astronomi, o i resoconti di viaggio delle sonde spaziali che per prime si avventurarono nello spazio profondo.


    Anticipo solo un paio di frasi, giusto per farvi capire l'entità e la profondità di questo studio:


    "Nell'analisi i nodi della rete sono i blog e i collegamenti, o link, sono i riferimenti reciproci. Gli attributi principali della rete composta dalla blogsfera sono il diametro e il clustering, o livello di interconnessione dei blog:


    Il diametro della rete è di 2,39. Il mondo dei blog italiani ha di media due gradi di separazione. Questo significa che per passare da un blog italiano a un altro mediamente si transita attraverso due siti.


    Il grado di clustering del sistema è di 0,362, dove il valore 1 indicherebbe che ogni blog è interconnesso con ogni altro blog."


    E questa, se permettete, è poesia pura. O, in altre parole, la musica delle sfere.

    mercoledì 6 aprile 2005

    Morto un papa...

    E' una notte molto buia.


    Forse non più buia di tante altre, ma può andare.


    Hanno scoperto che i buchi neri non esistono, esistono solo stelle nere, fatte di una cosa chiamata materia oscura.


    Bela Lugosi è morto, ma la sua forza sta proprio lì. Più dicono che è morto, più lui vive.


    Vive nei nostri cuori. Vive nelle nostre paure. Vive nelle nostre menti.


    Assaporo il gusto del terrore, della morte, della fine.


    Un carnevale macabro si terrà presto.


    Milioni stanno già accorrendo.


    Vuoi mancare proprio tu?


    Morto un papa...

    E' una notte molto buia.


    Forse non più buia di tante altre, ma può andare.


    Hanno scoperto che i buchi neri non esistono, esistono solo stelle nere, fatte di una cosa chiamata materia oscura.


    Bela Lugosi è morto, ma la sua forza sta proprio lì. Più dicono che è morto, più lui vive.


    Vive nei nostri cuori. Vive nelle nostre paure. Vive nelle nostre menti.


    Assaporo il gusto del terrore, della morte, della fine.


    Un carnevale macabro si terrà presto.


    Milioni stanno già accorrendo.


    Vuoi mancare proprio tu?


    martedì 5 aprile 2005

    Letters to fictious persons

    Caro Steven,


              ti ricordi quando eravamo amici e ci vedevamo tutti i giorni? Erano giornate di primavera proprio come queste, una primavera suburbana uguale a Torino come a Manchester.


    Andavamo a passeggiare al cimitero, mi dicevi che Keats e Yeats erano dalla mia parte, ma tu avevi Wilde. E avevi ragione. Mi fa piacere sapere che adesso sei famoso, anche se i tuoi amici sono un po' invidiosi. Se è per questo, lo so che ci sarà sempre un posto all'inferno per te e per i tuoi amici (mi porterai con te? Magari sui sedili posteriori della tua macchina, quelli con la pelle così liscia). Ora devo andare, perché la natura ormai ha fatto di me un uomo. Ma toglimi una curiosità: quel ragazzo con la spina nel fianco, ero davvero io? E quella luce, alla fine si è spenta?


    Teneramente tuo,


                                                      Invernomuto


    P.S. L'altra notte ho sognato che qualcuno mi amava, ma che differenza può fare?

    Letters to fictious persons

    Caro Steven,


              ti ricordi quando eravamo amici e ci vedevamo tutti i giorni? Erano giornate di primavera proprio come queste, una primavera suburbana uguale a Torino come a Manchester.


    Andavamo a passeggiare al cimitero, mi dicevi che Keats e Yeats erano dalla mia parte, ma tu avevi Wilde. E avevi ragione. Mi fa piacere sapere che adesso sei famoso, anche se i tuoi amici sono un po' invidiosi. Se è per questo, lo so che ci sarà sempre un posto all'inferno per te e per i tuoi amici (mi porterai con te? Magari sui sedili posteriori della tua macchina, quelli con la pelle così liscia). Ora devo andare, perché la natura ormai ha fatto di me un uomo. Ma toglimi una curiosità: quel ragazzo con la spina nel fianco, ero davvero io? E quella luce, alla fine si è spenta?


    Teneramente tuo,


                                                      Invernomuto


    P.S. L'altra notte ho sognato che qualcuno mi amava, ma che differenza può fare?

    lunedì 4 aprile 2005

    Dove sono stato questo week end

    Se qualcuno si è chiesto dove sono stato in questi giorni, la risposta è qui. Se qualcuno si è chiesto cosa ho fatto, la risposta è: ho visto questo.



    Questo è uno dei più violenti e critici film che io abbia mai visto sul modo in cui gli adulti possono strumentalizzare, corrompere, sporcare e infine distruggere una delle età più belle della nostra vita. E' una metafora potentissima della lotta generazionale sempre più tesa e drammatica che colpisce la società giapponese, ma anche quella occidentale. E' un film che sembra ggiovane come tanti film orientali horror e violenti che vanno di moda adesso, ma che in realtà è stato girato da un regista storico del cinema giapponese, Kinji Fukasaku, autore nel corso di 40 anni di più di 60 film, tra cui il celeberrimo "Tora, Tora, Tora", e di cui "Battle Royale" rappresenta un vero e proprio testamento, visto che è morto subito dopo la fine delle riprese. E un film che commuove ma soprattutto sconvolge perché non ci sono "buoni" e "cattivi", ma solo vittime. E quelle vittime, temo, sono lo specchio di ciò che tutti noi, prima o poi, siamo stati.