Con le mani intorno alla fiamma, per impedire al vento e al freddo di spegnerla. Poi, la punta della sigaretta brucia arancione, e aguzzo la vista nel buio per scorgere il panorama desolante. Una stazione di servizio. Chissadove. Il mio cappotto nero è pesante ma non tiene caldo. I capelli troppo corti, non tengono caldo. La birra che ho bevuto, non tiene caldo. Avvicino la punta della sigaretta alla mano. Tiene caldo. La avvicino ancora di più. Ho bisogno del caldo. Premo forte la sigaretta contro il palmo. Ho caldo. Ho male. La sigaretta si spegne.
Hawk ha i capelli più corti dei miei. Solo una striscia rosso fuoco in mezzo alla testa. Mi chiedo se si sente caldo, ad avvicinare la mano ai suoi capelli. Ma Hawk è molto incazzata, e il suo ragazzo pure, così non faccio menate. Hawk dice al suo ragazzo di prendermi a sberle, io non dico niente.
“Dagli un paio di sberle,” dice Hawk.
Non capisco perché il ragazzo di Hawk dovrebbe pigliarmi a sberle. Ma capisco che è molto più grande di me. Quasi tutti sono più grandi di me. Non dico alti (anche se in effetti non sono così alto), intendo più robusti. Il ragazzo di Hawk dice:
“Cazzo, guardalo, si è spento un’altra sigaretta sulla mano. Ora come fai a guidare, eh?”
“Sta di nuovo impasticcato,” dice Hawk.
Non sono impasticcato, vorrei risponderle. Vorrei risponderle:
“Non sono impasticcato Hawk. Ho bevuto solo una birra, ma non mi ha fatto passare il freddo. Posso scaldarmi le mani tra i tuoi capelli color della fiamma, Hawk?”
Vorrei chiederglielo. Guardo Hawk, guardo il suo ragazzo, ce l’hanno con me. Sono proprio incazzati.
“Cazzo, sei l’unico che può guidare, come facciamo ad arrivare in tempo, adesso?” dice il ragazzo di Hawk.
Siamo fuori dalla stazione di servizio, al freddo, con gli ultimi soldi ho comprato quella birra e il pacchetto di sigarette. La birra non mi ha scaldato, le sigarette fanno un po’ meglio. Soprattutto se me le avvicino molto alla pelle.
“Se ce la fai, possiamo partire ora,” dice Hawk, con un tono più dolce.
Guardo la macchina carica fino all’impossibile di strumenti, casse, amplificatori e sudici bagagli. Batto la sigaretta spenta sul dorso della mano. Chiudo le mani a coppa intorno all’accendino per preservare la fiamma. Tiro una boccata di fumo.
“Perché stai con questo tipo?” vorrei chiedere a Hawk, “perché non mi lasci riscaldare nella tua fiamma?”
Non dico niente, salgo in macchina. Le mani fanno male dove le ho bruciate con le sigarette quando le poggio sul volante. Ma ora fa un po’ più caldo.