sabato 12 marzo 2005

Cugina bionda


Ho questo bicchiere d’aranciata in mano, e probabilmente mi dà un’aria ancora più stupida. Una cugina bionda (penso che sia una cugina, ma non so chi me l’ha detto, o da dove traggo questa convinzione) si avvicina, e mi dice:


“Tu fai giurisprudenza, vero? Me lo ha detto tua madre.”


Guardo in direzione di mia madre, in piedi in mezzo ad altri parenti. Ricambia lo sguardo con aria severa, anche se non sto facendo nulla di male. C’è un sacco di gente, l’atmosfera è quella solita delle riunioni di famiglia in occasione di qualche evento particolare, in questo caso matrimonio (di un’altra cugina, non quella bionda che ora mi rivolge la parola). Rispondo qualcosa. Lei sorride.


“Anch’io vorrei iscrivermi…”


Inizia una conversazione in cui si capisce che la cugina bionda ha voglia di attaccare bottone e io no. O che forse sono solo troppo imbarazzato, e assente, per mettermi a fare pubbliche relazioni.


“Cosa bevi?” chiede a un certo punto.


Guardo il bicchiere di aranciata.


“Aranciata,” rispondo.


“A un matrimonio? Perché non prendi un bicchiere di spumante?”


Mi hanno costretto a mettere il vestito della festa, giro la testa da una parte, impacciato. Cerco una spiegazione plausibile.


Le dico:


“Non bevo.” Non più.


“Mi piacciono i riflessi dei tuoi capelli, sono viola?”


“Blu,” rispondo io, allarmato. Si vedono ancora? E’ per questo che fin dall’inizio ho la sensazione che tutti mi stiano fissando?


Non dico più nulla, restiamo lì imbarazzati. La cugina bionda borbotta qualcosa a proposito del buffet e si allontana.


Ho quest’impressione, che mentre me ne sto qui, in questo pomeriggio sprecato, qualcuno, da qualche altra parte, mi sta pensando. E’ una sensazione ridicola, e dentro di me, me ne vergogno. Potrei accontentarmi, in fondo qui non è poi così male.


Poso il bicchiere d’aranciata, vado fino al limitare del prato all’inglese, mi siedo su una sdraio. L’aria è tiepida, come solo in primavera. Mi scaldo le ossa, ripenso a un campo da tennis in un paese sperduto del Galles, a una casa che adesso è bruciata, ad alcune persone che ho lasciato indietro. Ogni tanto mi riscuoto e guardo la gente che mangia, parla, beve.


Ma non riesco a restare presente per troppo tempo. No, non per molto.


22 commenti:

  1. non c'è niente di meglio (peggio?) che un matrimonio in famiglia per provare un forte senso di estraniamento.

    bentornato.

    RispondiElimina
  2. Bello.

    Tu e animadigomma dovreste scrivere un libro di poesie insieme.

    Pensateci.

    RispondiElimina
  3. poesie? niente frociaggini, shesaid ;-)
    ciao sofì.
    l'hai detto sand. specialmente quando ti rendi conto di stare in un posto a cui non appartieni, con quella strana sensazione che ci sia qualcun altro che vorrebbe stare con te, da qualche altra parte.

    RispondiElimina
  4. Già. Niente frociaggini.

    Hail Satan.

    RispondiElimina
  5. benvenuto herr blumfeld. quand'è che ricominci a scrivere qualcosa anche tu?

    RispondiElimina
  6. non ho ben capito che cosa vorresti fare...

    cmq la larghezza (non dell'immagine, ma di tutto il corpo del blog) la decidi con:
    #container {
    width: NUOVALARGHEZZApx
    etc..


    poi vai molto più in giù, dove dice: l'header comincia qui,
    e qualche riga più in basso trovi il tag dell'immagine...


    tutto qua

    spero di esserti stato utile
    cheers

    RispondiElimina
  7. ok, sono stupido.. dicevo..

    dove c'è il tag dell'immagine

    <img src="mia immagine.jpg" width="NUOVA LARGHEZZA" height="altezza dell'immagine" />

    ok, ora si dovrebbe vedere : )

    RispondiElimina
  8. azz..
    scusa, non avevo visto il tuo codice e mi basavo più sul mio...

    cerca #contentheader

    dopo la riga:
    background-image : url(etc);
    aggiungi le righe:
    background-image-width: "NUOVALARGHEZZApx"
    background-image-height: "NUOVAALTEZZApx"

    dove NUOVALARGHEZZA e NUOVAALTEZZA sono le dimensioni dell'immagine ingrandita...

    lascia perdere le modifiche che ti ho detto prima...

    spero di aver risolto il problema (stavolta veramente) : )

    RispondiElimina
  9. Welcome back (ma la buonanima di Dana Plato che c'entra?)...

    RispondiElimina
  10. Felice di rivedere il tuo blog..., bentornato! :)

    RispondiElimina
  11. Finalmente posso rileggerti di nuovo, mi mancavano le tue parole (e la tua playlist!)

    RispondiElimina
  12. Ehi.. in questi giorni venivo reindirizzata sull'HP di Splinder, credevo avessi cancellato i blog..
    Sono contenta che siano riapparsi.
    Un abbraccio..

    RispondiElimina
  13. shesaid, io e mute vorremmo essere prosaici, terra a terra, nudi e crudi, ma, cazzo, non ci si riesce!

    RispondiElimina
  14. eh già, animella mia, hai centrato proprio il problema... ma alla fine ci piacciamo così ;-P
    solitaire, dana plato c'entra eccome: primo perché ha fatto una vita che più punk non si può, e secondo perché dev'essere una delle prime su cui ho fatto "certi pensierini"...
    des, jaryg, ele, cercherò di essere più prosaico e terra terra possibile, comunque... grazie :-)
    OdL, per fortuna che lo capisci tu, perché io non ci sto a capì na mazza...

    RispondiElimina
  15. hola .. non pensavo di trovarti .. stessa identica sensazione .. peccato la mia malsana abitudine a nascondere per forza la mia assenza .. che comunque prima o poi traspare ..

    RispondiElimina
  16. Da brava tontolona non avevo capito che il cugino fosse *so punk*.

    RispondiElimina
  17. il cugino (cioé il sottoscritto) era solo un cretino. la situazione era punk.

    RispondiElimina
  18. Facevi i pensierini sporchi ai vecchi tempi di Arnold?

    Il militante

    RispondiElimina
  19. :D
    che bello che sei rimasto! come facevo, io, senza le tue risposte?!
    un bacio muto e invernale...

    RispondiElimina