lunedì 14 marzo 2005

Duecento miglia da casa

Con le mani intorno alla fiamma, per impedire al vento e al freddo di spegnerla. Poi, la punta della sigaretta brucia arancione, e aguzzo la vista nel buio per scorgere il panorama desolante. Una stazione di servizio. Chissadove. Il mio cappotto nero è pesante ma non tiene caldo. I capelli troppo corti, non tengono caldo. La birra che ho bevuto, non tiene caldo. Avvicino la punta della sigaretta alla mano. Tiene caldo. La avvicino ancora di più. Ho bisogno del caldo. Premo forte la sigaretta contro il palmo. Ho caldo. Ho male. La sigaretta si spegne.


Hawk ha i capelli più corti dei miei. Solo una striscia rosso fuoco in mezzo alla testa. Mi chiedo se si sente caldo, ad avvicinare la mano ai suoi capelli. Ma Hawk è molto incazzata, e il suo ragazzo pure, così non faccio menate. Hawk dice al suo ragazzo di prendermi a sberle, io non dico niente.


“Dagli un paio di sberle,” dice Hawk.


Non capisco perché il ragazzo di Hawk dovrebbe pigliarmi a sberle. Ma capisco che è molto più grande di me. Quasi tutti sono più grandi di me. Non dico alti (anche se in effetti non sono così alto), intendo più robusti. Il ragazzo di Hawk dice:


“Cazzo, guardalo, si è spento un’altra sigaretta sulla mano. Ora come fai a guidare, eh?”


“Sta di nuovo impasticcato,” dice Hawk.


Non sono impasticcato, vorrei risponderle. Vorrei risponderle:


Non sono impasticcato Hawk. Ho bevuto solo una birra, ma non mi ha fatto passare il freddo. Posso scaldarmi le mani tra i tuoi capelli color della fiamma, Hawk?


Vorrei chiederglielo. Guardo Hawk, guardo il suo ragazzo, ce l’hanno con me. Sono proprio incazzati.


“Cazzo, sei l’unico che può guidare, come facciamo ad arrivare in tempo, adesso?” dice il ragazzo di Hawk.


Siamo fuori dalla stazione di servizio, al freddo, con gli ultimi soldi ho comprato quella birra e il pacchetto di sigarette. La birra non mi ha scaldato, le sigarette fanno un po’ meglio. Soprattutto se me le avvicino molto alla pelle.


“Se ce la fai, possiamo partire ora,” dice Hawk, con un tono più dolce.


Guardo la macchina carica fino all’impossibile di strumenti, casse, amplificatori e sudici bagagli. Batto la sigaretta spenta sul dorso della mano. Chiudo le mani a coppa intorno all’accendino per preservare la fiamma. Tiro una boccata di fumo.


Perché stai con questo tipo?” vorrei chiedere a Hawk, “perché non mi lasci riscaldare nella tua fiamma?


Non dico niente, salgo in macchina. Le mani fanno male dove le ho bruciate con le sigarette quando le poggio sul volante. Ma ora fa un po’ più caldo.

20 commenti:

  1. Racconti Di Vita.. Bellissimo davvero, complimenti
    Un abbraccio forte

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  2. tu sei un altro che leggerei su carta

    a volte è un bel leggere in rete, qui e là

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  3. su carta non rendo. mi perdo. si capisce quanto sono inconsistente. almeno qui uno può dire che non ha fatto molta attenzione.
    buona notte a tutte.

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  4. sono domande che vorrei fare anche io...
    lo racconti splendidamente, mutewinter, che fa freddo.
    vorrei...

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  5. La pagina azzurrina con la scritta log out mi metteva tristezza.
    Bentornato Rat :-)
    Però se quando ti prendi le tue pause poi torni con post così allora ogni tanto te ne concediamo una vailà! ;-)

    Il militante

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  6. Cazzo, mi fai venir freddo, eppure qui è un gran caldo.

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  7. che bello, il tuo ritorno! ti abbraccerei forte forte se fossi qui! Purtroppo a Tornino son passata per lavoro e non potrei prestare attenzione a nessuno... appena torno per il museo del cinema ti avviso e ci beviamo una buonissimo cioccolata!!!

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  8. don't worry sheryll, da quel che leggo sul tuo blog c'è gente molto più ferrata di me sulla vita sociale torinese, conviene che ti affidi a loro ;-)
    anima, lo so, faccio schifo da quanto sono sentimentale...
    grazie militante, in realtà sto riciclando vecchi racconti (ma non dirlo a nessuno, eh...)
    ribes, il mio problema è che so raccontare solo del freddo, mai del caldo.

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  9. e poi qualcuno dice che le sigarette fanno solo venire i tumori..

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  10. le sigarette sono il Male, con la m maiuscola.

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  11. Cambierei i miei sentimenti con una chiatarra nuova. Probabilmente, poi, non saprei cosa suonare.

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  12. anima, dici cose talmente fighe che a volte mi chiedo se son farina del tuo sacco :-P

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  13. noto una 'punta' di amarezza ... :))) appena farà più caldo staremo tutti meglio.

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  14. amarezza? a che proposito?

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  15. Lieta di rivederti. Non sento gli ucccellini, ma sembra vada meglio. Qui a To è primavera. Quasi.

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  16. già doppiaw, qui a To è primavera, e si sentono pure gli uccellini... ora vado a farmi una passeggiata in c.so Francia, a guardare i lavori per la metropolitana, come i pensinonati.

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  17. Come ti invidio: starei fuori anch'io oggi. Però se voglio ammirare i lavori ho l'imbarazzo della scelta: fuori dall'uff o sotto casa. Cheppacchia!!!

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  18. E dopo aver letto anche questo sono straconvinto del fatto che chiudere baracca fosse una delle stronzate peggiori che potessi fare, ma non per te, per chi ti legge, me incluso. Pure un paio di antichi segni circolari sul dorso della mia mano sono contenti che tu ci abbia ripensato.

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  19. grazie, piccolavoce, ma stiamo attenti che se ci becca shesaidestroy a farci sti complimenti siamo marchiati a vita ;-)
    doppiaw: ma tu dove stai esattamente? anche tu dalle parti di c.so francia?

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