sabato 19 febbraio 2005

Tutte le loro guerre erano allegre, tutte le loro canzoni erano tristi.

Solo canzoni d'amore, questa settimana su Macchinasoffice. E così mi sono conformato anch'io allo zeitgeist. Ma solo canzoni tristi. Perché l'amore è una roba che ti mette tra l'incudine e il martello, che ti fa perdere i sonni, che ti costringe sempre a ferire qualcuno.


Eppure, come scriveva Neruda, "muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti".


E se bisogna errare, allora sbaglieremo in due.


Tutte le loro guerre erano allegre, tutte le loro canzoni erano tristi.

Solo canzoni d'amore, questa settimana su Macchinasoffice. E così mi sono conformato anch'io allo zeitgeist. Ma solo canzoni tristi. Perché l'amore è una roba che ti mette tra l'incudine e il martello, che ti fa perdere i sonni, che ti costringe sempre a ferire qualcuno.


Eppure, come scriveva Neruda, "muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti".


E se bisogna errare, allora sbaglieremo in due.


Tutte le loro guerre erano allegre, tutte le loro canzoni erano tristi.

Solo canzoni d'amore, questa settimana su Macchinasoffice. E così mi sono conformato anch'io allo zeitgeist. Ma solo canzoni tristi. Perché l'amore è una roba che ti mette tra l'incudine e il martello, che ti fa perdere i sonni, che ti costringe sempre a ferire qualcuno.


Eppure, come scriveva Neruda, "muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti".


E se bisogna errare, allora sbaglieremo in due.


domenica 13 febbraio 2005

A dark fairytale of Splinderville

Viveva un tempo nella ridente e animata cittadina di Splinderville, nel reame di Bloglandia, un placido signore di mezza età, il dottor Ratinthewall. Egli era uno di quelli che si definirebbero "stimati membri della comunità". Svolgeva il suo lavoro con pazienza e discrezione, aveva una parola gentile per tutti, e pur non eccellendo o distinguendosi particolarmente in quel che faceva, si era guadagnato nel tempo il rispetto di una ristretta cerchia di conoscenti.


I giorni scorrevano sereni, tra un film e l'altro, e si sarebbe detto che il dottor Ratinthewall vivesse tranquillo e appagato nel seno di tale felice comunità. Eppure nel suo animo si agitavano fantasmi inquieti. Dapprima non vi fece caso. Attribuì il malessere a un po' di stanchezza, a un certo tedio che presto si sarebbe eclissato. Ma più il tempo passava, più l'inquietudine del dottor Ratinthewall cresceva.


Fu così che iniziò a fare strani esperimenti. Si recava in altre città (tra cui la misconosciuta e oscura Iobloggopoli) e assumeva identità incerte e ambigue. Scivolava rapido come un'ombra, lasciando pochi fuggevoli commenti, che avrebbero potuto significare tutto e niente. Finché un bel giorno (anzi, una brutta notte), fu pronto a fare il grande salto. Bevve una strana pozione, scelse un template, e la sua vita cambiò in un batter di ciglia. Era nato il malefico signor Mutewinter.


Tutto ciò che il dottor Rat odiava, il signor Mute faceva. Lanciare insulti gratuiti, improvvisare apologie dei vizi umani, disprezzare i colleghi, nulla era troppo nefando per il signor Mute. Tuttavia, nei primi tempi, il dottor Rat era convinto di riuscire a tenere sotto controllo il losco figuro. In fondo erano solo innocue scappatelle notturne... Imbrattava il muro di qualche vicino, lanciava lazzi alla venustà di qualche concittadina, piroettava e compiva scorribande per le strade deserte. Nulla di cui preoccuparsi...


Ma di giorno in giorno, il lavoro del dottor Rat diventava sempre più scadente, mentre la mala opera del signor Mute prendeva il sopravvento. Il dottore iniziò a trascurare il suo amato cinema per occuparsi di settori in cui non aveva nessuna competenza, parlando di qualsiasi cosa gli passasse per la mente come il più squallido tuttologo di una rete Mediaset.


Come in una giostra grottesca impossibile da arrestare, anche il dottor Rat iniziò a raccogliere le provocazioni di lestofanti e criminali, e non aspettava neppure più la notte per trasformarsi nel suo torbido alter-ego, anzi a volte usciva a cercare la rissa senza neanche aver mutato i panni del rispettabile cittadino in quelli del malfattore. Le persone che lo conoscevano iniziarono ad aver paura di lui, mentre altri lo incitavano, forse spingendolo alla caduta, con quel gusto tutto umano per la corruzione e la decadenza altrui.


[Continua su filmsdemavie.splinder.com]

A dark fairytale of Splinderville

Viveva un tempo nella ridente e animata cittadina di Splinderville, nel reame di Bloglandia, un placido signore di mezza età, il dottor Ratinthewall. Egli era uno di quelli che si definirebbero "stimati membri della comunità". Svolgeva il suo lavoro con pazienza e discrezione, aveva una parola gentile per tutti, e pur non eccellendo o distinguendosi particolarmente in quel che faceva, si era guadagnato nel tempo il rispetto di una ristretta cerchia di conoscenti.


I giorni scorrevano sereni, tra un film e l'altro, e si sarebbe detto che il dottor Ratinthewall vivesse tranquillo e appagato nel seno di tale felice comunità. Eppure nel suo animo si agitavano fantasmi inquieti. Dapprima non vi fece caso. Attribuì il malessere a un po' di stanchezza, a un certo tedio che presto si sarebbe eclissato. Ma più il tempo passava, più l'inquietudine del dottor Ratinthewall cresceva.


Fu così che iniziò a fare strani esperimenti. Si recava in altre città (tra cui la misconosciuta e oscura Iobloggopoli) e assumeva identità incerte e ambigue. Scivolava rapido come un'ombra, lasciando pochi fuggevoli commenti, che avrebbero potuto significare tutto e niente. Finché un bel giorno (anzi, una brutta notte), fu pronto a fare il grande salto. Bevve una strana pozione, scelse un template, e la sua vita cambiò in un batter di ciglia. Era nato il malefico signor Mutewinter.


Tutto ciò che il dottor Rat odiava, il signor Mute faceva. Lanciare insulti gratuiti, improvvisare apologie dei vizi umani, disprezzare i colleghi, nulla era troppo nefando per il signor Mute. Tuttavia, nei primi tempi, il dottor Rat era convinto di riuscire a tenere sotto controllo il losco figuro. In fondo erano solo innocue scappatelle notturne... Imbrattava il muro di qualche vicino, lanciava lazzi alla venustà di qualche concittadina, piroettava e compiva scorribande per le strade deserte. Nulla di cui preoccuparsi...


Ma di giorno in giorno, il lavoro del dottor Rat diventava sempre più scadente, mentre la mala opera del signor Mute prendeva il sopravvento. Il dottore iniziò a trascurare il suo amato cinema per occuparsi di settori in cui non aveva nessuna competenza, parlando di qualsiasi cosa gli passasse per la mente come il più squallido tuttologo di una rete Mediaset.


Come in una giostra grottesca impossibile da arrestare, anche il dottor Rat iniziò a raccogliere le provocazioni di lestofanti e criminali, e non aspettava neppure più la notte per trasformarsi nel suo torbido alter-ego, anzi a volte usciva a cercare la rissa senza neanche aver mutato i panni del rispettabile cittadino in quelli del malfattore. Le persone che lo conoscevano iniziarono ad aver paura di lui, mentre altri lo incitavano, forse spingendolo alla caduta, con quel gusto tutto umano per la corruzione e la decadenza altrui.


[Continua su filmsdemavie.splinder.com]

A dark fairytale of Splinderville

Viveva un tempo nella ridente e animata cittadina di Splinderville, nel reame di Bloglandia, un placido signore di mezza età, il dottor Ratinthewall. Egli era uno di quelli che si definirebbero "stimati membri della comunità". Svolgeva il suo lavoro con pazienza e discrezione, aveva una parola gentile per tutti, e pur non eccellendo o distinguendosi particolarmente in quel che faceva, si era guadagnato nel tempo il rispetto di una ristretta cerchia di conoscenti.


I giorni scorrevano sereni, tra un film e l'altro, e si sarebbe detto che il dottor Ratinthewall vivesse tranquillo e appagato nel seno di tale felice comunità. Eppure nel suo animo si agitavano fantasmi inquieti. Dapprima non vi fece caso. Attribuì il malessere a un po' di stanchezza, a un certo tedio che presto si sarebbe eclissato. Ma più il tempo passava, più l'inquietudine del dottor Ratinthewall cresceva.


Fu così che iniziò a fare strani esperimenti. Si recava in altre città (tra cui la misconosciuta e oscura Iobloggopoli) e assumeva identità incerte e ambigue. Scivolava rapido come un'ombra, lasciando pochi fuggevoli commenti, che avrebbero potuto significare tutto e niente. Finché un bel giorno (anzi, una brutta notte), fu pronto a fare il grande salto. Bevve una strana pozione, scelse un template, e la sua vita cambiò in un batter di ciglia. Era nato il malefico signor Mutewinter.


Tutto ciò che il dottor Rat odiava, il signor Mute faceva. Lanciare insulti gratuiti, improvvisare apologie dei vizi umani, disprezzare i colleghi, nulla era troppo nefando per il signor Mute. Tuttavia, nei primi tempi, il dottor Rat era convinto di riuscire a tenere sotto controllo il losco figuro. In fondo erano solo innocue scappatelle notturne... Imbrattava il muro di qualche vicino, lanciava lazzi alla venustà di qualche concittadina, piroettava e compiva scorribande per le strade deserte. Nulla di cui preoccuparsi...


Ma di giorno in giorno, il lavoro del dottor Rat diventava sempre più scadente, mentre la mala opera del signor Mute prendeva il sopravvento. Il dottore iniziò a trascurare il suo amato cinema per occuparsi di settori in cui non aveva nessuna competenza, parlando di qualsiasi cosa gli passasse per la mente come il più squallido tuttologo di una rete Mediaset.


Come in una giostra grottesca impossibile da arrestare, anche il dottor Rat iniziò a raccogliere le provocazioni di lestofanti e criminali, e non aspettava neppure più la notte per trasformarsi nel suo torbido alter-ego, anzi a volte usciva a cercare la rissa senza neanche aver mutato i panni del rispettabile cittadino in quelli del malfattore. Le persone che lo conoscevano iniziarono ad aver paura di lui, mentre altri lo incitavano, forse spingendolo alla caduta, con quel gusto tutto umano per la corruzione e la decadenza altrui.


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venerdì 11 febbraio 2005

Postcards for the dead

Una volta, tanto tempo fa, una ragazza mi mandò una cartolina con su Marilyn Monroe e Arthur Miller. In effetti lei era bella come Marilyn e io occhialuto e aitante come Arthur.


Le similitudini si fermavano lì, però da allora ho sempre stimato molto lo scrittore americano. Il modo in cui ci affezioniamo ai personaggi e alle cose è del tutto casuale, si sa.


Arthur Miller è morto quest'oggi. E anch'io non mi sento tanto bene.