Se qualcuno si è chiesto dove sono stato in questi giorni, la risposta è qui. Se qualcuno si è chiesto cosa ho fatto, la risposta è: ho visto questo.
Questo è uno dei più violenti e critici film che io abbia mai visto sul modo in cui gli adulti possono strumentalizzare, corrompere, sporcare e infine distruggere una delle età più belle della nostra vita. E' una metafora potentissima della lotta generazionale sempre più tesa e drammatica che colpisce la società giapponese, ma anche quella occidentale. E' un film che sembra ggiovane come tanti film orientali horror e violenti che vanno di moda adesso, ma che in realtà è stato girato da un regista storico del cinema giapponese, Kinji Fukasaku, autore nel corso di 40 anni di più di 60 film, tra cui il celeberrimo "Tora, Tora, Tora", e di cui "Battle Royale" rappresenta un vero e proprio testamento, visto che è morto subito dopo la fine delle riprese. E un film che commuove ma soprattutto sconvolge perché non ci sono "buoni" e "cattivi", ma solo vittime. E quelle vittime, temo, sono lo specchio di ciò che tutti noi, prima o poi, siamo stati.